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Detraibilità e deducibilità dei buoni pasto

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La soluzione buoni pasto rappresenta un vantaggio strategico sia per le grandi imprese che per i professionisti individuali. I costi sostenuti per l’acquisto di questi strumenti sono qualificati come deducibili ai fini fiscali, mentre l’IVA che la società emittente applica è completamente detraibile, offrendo così significativi risparmi amministrativi.

Ma cosa si cela dietro i termini di detraibilità e deducibilità ? Questi concetti sono spesso fonte di dubbi e incomprensioni anche tra gli esperti. È importante quindi comprendere come e quando si possono applicare, e in che misura, alle diverse realtà aziendali, dalle multinazionali alle microimprese, fino ai liberi professionisti.

E per i dipendenti ? Sono vantaggiosi anche per loro !

Facciamo un breve resoconto di quanto sono tassati buoni pasto e l’indennità sostitutiva di mensa secondo le norme attuali.

L’ultima Legge di Bilancio a intervenire sul tema, infatti, è stata quella del 2020, che ha stabilito le seguenti regole per la tassazione:

  • Buono pasto cartaceo: questo tipo di buoni pasto è esente da tassazione per il dipendente fino a 4 euro per singolo buono.
  • Buono pasto elettronico e digitale: questo tipo di buoni pasto è esente da tassazione per il dipendente fino a 8 euro per singolo buono.
  • Indennità sostitutiva di mensa: l’indennità sostitutiva è, invece, interamente soggetta a tassazione, in quanto viene considerata parte integrante della retribuzione.

In breve, i buoni pasto rappresentano uno strumento fiscale che consente di alleggerire la pressione economica sulle aziende e sui dipendenti: i costi sono integralmente deducibili, e l’IVA praticata è interamente recuperabile ovvero detraibile. La loro attenzione crescente nel mondo del lavoro testimonia quanto siano una risorsa intelligente e conveniente per tutti i soggetti coinvolti.